Alla scoperta de L'Havana
Io e Alessandro siamo andati a L'Avana l'estate scorsa, dove ci siamo trattenuti per una settimana.
Partiti da Roma all'alba, siamo arrivati all'aeroporto, super eccitati all'idea di trascorrere una vacanza da sogno.
Le note di "Guantanamera" ci hanno accolto in terra di Cuba. Queste canzoni ci hanno fatto da colonna sonora praticamente per tutta la vacanza!!
La nostra prima tappa è stata al Castello del Morro, da cui si gode una splendida vista sull’Havana. Da li a poco siamo andati all'Havana vecchia per visitare i suoi 5 km di tessuto urbano risalente ai secoli XVII e XVIII, con le caratteristiche vie ricche di palazzi coloniali, alcuni in via di ristrutturazione, e purtroppo molti semi distrutti o addirittura irrecuperabili.
Le vie dell'havana vecchia (dichiarata nel 1982 patrimonio dell'umanità dall’UNESCO) sono un susseguirsi di emozioni, edifici dalle forme e colori incredibili, gente cordiale e sorridente.
La piazza, con la cattedrale che rappresenta un meraviglioso esempio di architettura barocca ecclesiale e con eleganti palazzi sui lati risalenti alla metà del XVIII secolo, è un brulicare di persone, ragazze in coloratissimi costumi tradizionali che ci hanno offerto ghirlande.
A pranzo ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino in una zona residenziale dell’Havana, dove abbiamo avuto modo di apprezzare una una buonissima insalata, riso e fagioli neri e pollo cotto alla brace su lunghi spiedini, il tutto condito dalla solita musica cubana e famosissime canzoni rivoluzionarie tra cui la melanconica "Hasta siempre, comandante".
Ci siamo diretti anche alla famosissima Plaza de le Revoluciòn, dove il ritratto del Ché Guevara campeggia sulla facciata di un palazzo proprio di fronte al monumento a Josè Martì e dove habbiamo scattato alcune fotografie.
Da lì, abbiamo raggiunto il "Floridita" altro locale reso famoso da Hemingway, che ricordo per il buonissimo "Daiquiri" che abbiamo sorseggiato.
Francesco - Genova
Cuba: paesaggi straordinari, ma tanta miseria
Tornando indietro con la mente devo riconoscere che la visita a Cuba non è stata la migliore esperienza della mia vita: è da considerare il contesto storico (mio) in cui sono partito (agosto 2006).
Comiciamo dai preparativi: visita a Porta Portese per acquistare scarti del consumismo occidentale da portare agli "indigeni" come reliquie del vecchio continente, meta di ogni essere vivente, figuriamoci per un popolo abituato a mezza porzione di riso e fagioli al giorno.
L'acquisto di questo materiale serviva per evitare il più possibile il consumo del nostro vil denaro e tornare al vecchio baratto tanto decantato dagli amici che ci hanno preceduto negli anni passati.
Se io che non sono il peggiore del mondo mi sono comportato in questo modo squallido, figuriamoci cosa fanno personaggi con meno scrupoli rispetto a me.
Si parte dall'italia con la pretesa di comprare cose e persone con quattro stracci: vergognoso!
Sull'aereo oltre a me e il mio amico c'erano personaggi di vario genere ma fortunatamente non troppi dall'atteggiamento classico di chi va li per farsele tutte.
Arrivati all'havana, ad attenderci c'era la mamma e la sorella di una ragazza che conosciamo (un nostro amico vive con una cubana) che averebbero dovuto proteggerci dagli assalti dei "piazzisti" del luogo e dalle inevitabili fregature.
Per farla breve la fregatura ce la da lei, perchè da quanto ho potuto constatare, il cubano sa cosa vuole l'europeo e in qualche modo si deve difendere e per difendersi si comporta di conseguenza. Nessuno ti avvicina, ti parla, ti aiuta disinteressatamente: l'unico obiettivo è spillarti soldi.
Siamo stati all'Havana solo due giorni e credo che se avessimo preso una casa per più tempo saremmo tornati indietro piuttosto che continuare. Ti avvicinano a migliaia per offrirti droga, donne alcool: è possibile che l'italiano che va a cuba voglia solo queste tre cose!!!!!
Il terzo giorno abbiamo preso il pulman per turisti (visto il prezzo) e siamo andati dall'altra parte dell'isola: Santiago. La nostra vacanza è finalmente cominciata. Abbiamo passato delle bellissime giornate anche per questo senso di potere che aleggia intorno a te. La polizia ti saluta e blocca chiunque tenta di avvicinarti perchè il turista è sacro: ti senti il padrone!
Ovunque sei, anche nei parchi più oscuri e in qualunque orario di giorno o di notte non sei solo: c'è sempre un uomo in divisa che controlla. I cittadini comuni hanno paura dei poliziotti e i poliziotti non fanno nulla per risultare simpatici. Le leggi non sono sempre così comprensibili per noi "occidentali": la pena per chi investe un uomo (frequentissimo visto lo stato delle strade) è inferiore a chi investe (e uccide) una vacca.
Però se pensi che alla profonda miseria in cui versa l'isola ti rendi conto anche che il valore di una bestia, che produce latte carne e altri vitelli, è superiore a quella di un uomo quasi sicuramente disoccupato.
Il medico e il falegname guadagnano più o meno la stessa cifra e lo stipendio medio è così basso da non potergli permettere l'acquisto di quasi nulla. E' ovvio che alla fine è più conveniente essere disoccupato (comunque hai diritto alla tua razione di riso e fagioli) e provare a "servire" uno straniero perché la mancia di un occidentale è superiore alla paga mensile.
E' stato un viaggio indubbiamente unico ma anche sfiancante... mentalmente
Marco - Roma