L'economia cubana è principalmente agricola, ed è controllata in gran parte dallo Stato. Il suo prodotto principale è lo zucchero, di cui Cuba è uno dei maggiori esportatori mondiali. Altre produzioni agricole principali sono il tabacco, il riso, il caffè, gli ortaggi, gli agrumi e il cacao.
Anche il turismo è uno dei settori più importanti e la principale fonte di ingresso nel paese di valuta estera.
Bloccata da decenni dall'embargo economico decretato dagli USA nel 1961, la situazione economica cubana si è aggravata dopo il 1989 con il crollo dell'Unione Sovietica, quando è terminato anche il trentennio di dipendenza economica totale dall'Unione Sovietica, unico partner del governo cubano durante l'embargo decretato dagli Stati Uniti nel 1961. Di colpo, l'economia cubana ha subito un crollo del 90% degli scambi commerciali con l'estero, con l'immediata mancanza di tutte le materie prime ed il petrolio, che fino a quel momento era stato ottenuto dall'Unione Sovietica in cambio di zucchero.
Tra il 1993 e il 1994 il Governo cubano ha posto le basi per un futuro sviluppo economico basato su autonomia ed autosufficienza, mettendo le basi per una ripresa, con la produzione di beni strategicamente importanti come i macchinari agricoli, batterie, pane, tessili, medicine, fertilizzanti.
Nel 1995, il Governo cubano decide di intervenire sugli investimenti stranieri con apposita legge che ne favorisce l'ingresso in tutti i settori tranne in quelli strategici della sanità, istruzione e difesa.
Ed è così che hanno ripreso a tirare alcuni settori, come la pesca, le costruzioni, i trasporti e le comunicazioni, il settore minerario. Ma non si riprende l'attività agricola e la produzione di zucchero, da sempre asse portante dell'economia cubana.
Il Governo cubano ha puntato molto sulla rinegoziazione del debito estero con alcuni Paesi, ma si è sempre trovata di fronte all'ostilità degli Stati Uniti che hanno posto veti all'accesso a fonti di finanziamento internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale o la Banca di Sviluppo Interamericana.